Dietro un «tutto bene» c’è spesso altro.

Acumia è il simulatore di colloqui con cui HR e people manager si allenano a riconoscere i segnali di disagio nei colleghi, e a guidare la conversazione verso un supporto adeguato. Prima di farlo con una persona vera.

In italiano e in inglese. Nessuna installazione.

Marta Rinaldi Project coordinator. Ha chiesto lei di vedervi.

  1. Come stai andando, in questo periodo?

  2. abbassa lo sguardo Bene, dai… solo tanto lavoro, come tutti.

    Minimizza e si paragona agli altri.

  3. “Tanto lavoro” può voler dire molte cose. Com’è, per te, in questi giorni?

  4. Mah… la sera non riesco a staccare. Rispondo alle mail fino a mezzanotte, poi non dormo.

    Sonno e confini saltati: un segnale concreto.

  5. Grazie di avermelo detto. Da quanto va avanti così?

  6. Da marzo, credo. Non pensavo si notasse.

    Si apre: la domanda aperta ha creato fiducia.

Le frasi che chiudono una conversazione

Nessuno sceglie di dire la cosa sbagliata. Succede quando il colloquio è difficile e non ci si è mai allenati. Su Acumia sbagli in un posto sicuro, e capisci perché.

Frasi che vengono d’istinto, alternative che aprono il dialogo e perché funzionano
Viene d’istinto Apre la conversazione Perché
«Dai, capita a tutti.» «Com’è, per te, in questo periodo?» Normalizzare subito fa sembrare il problema meno legittimo, e la persona smette di raccontare.
«Vedrai che passa.» «Cosa ti pesa di più, in questi giorni?» La rassicurazione automatica chiude il discorso. Una domanda aperta invita a continuare.
«Vediamo come recuperare i numeri.» «Prima dei numeri, vorrei capire come stai.» Partire dalla performance mette sulla difensiva chi è già in difficoltà.

Come funziona una sessione

Parli con un dipendente virtuale interpretato dall’intelligenza artificiale. Lui deve capire se può fidarsi di te; tu devi capire cosa sta vivendo e come aiutarlo.

  1. Leggi il contesto

    Chi è il collega e perché vi incontrate. Cosa sta vivendo, invece, non lo sai: è quello che devi scoprire.

  2. Conduci il colloquio

    Scrivi come parleresti davvero. Il collega si apre con ascolto, rispetto e soluzioni concrete, si chiude davanti a pressioni, giudizio e frasi fatte. Può anche essere lui a chiudere l’incontro.

  3. Annota i segnali

    Se vuoi, scrivi quali segnali importanti hai notato. Non ti chiediamo diagnosi.

  4. Leggi il report

    Un punteggio da 0 a 100, sei criteri, i segnali che hai colto e quelli persi, e le domande che avresti potuto fare.

Puoi allenarti come HR o come people manager. Cambiano il contesto, il modo in cui il collega ti percepisce e i criteri con cui vieni valutato: davanti al proprio capo, per esempio, si parla con più cautela.

Un report che ti dice cosa è successo davvero

Il punteggio misura come hai condotto il colloquio e se la persona ne esce rispettata e con una soluzione utile.

  • Sei criteri da 1 a 5: empatia, ascolto attivo, domande aperte, assenza di giudizio, fiducia e trasparenza, prossimi passi.
  • I segnali importanti da riconoscere nella conversazione, con le frasi in cui sono comparsi.
  • Domande alternative da provare nella sessione successiva.
  • Un percorso su misura: un breve questionario individua le tue tendenze, come rassicurare troppo in fretta, ed Acumia ti propone i casi che le mettono alla prova.

74/100

Situazione: sovraccarico di lavoro prolungato Colloquio chiuso in modo positivo

Empatia
4/5
Ascolto attivo
4/5
Domande aperte
5/5
Assenza di giudizio
4/5
Fiducia e trasparenza
3/5
Prossimi passi
2/5
Da migliorare
Hai chiuso senza concordare un passo successivo concreto.
Prova a chiedere
Cosa ti aiuterebbe, nelle prossime due settimane?

Sedici colleghi, ognuno con la sua storia

Ogni dipendente virtuale ha un ruolo, un passato e un modo tutto suo di comunicare. Due persone con la stessa difficoltà non la raccontano mai allo stesso modo.

Tre livelli di difficoltà
Da un collega aperto con segnali evidenti a uno reticente, che offre spiegazioni alternative plausibili.
Il test dei quattro colori
Scopri il tuo stile comunicativo e allenati con chi comunica in modo opposto al tuo.

Situazioni che puoi incontrare

  • Sovraccarico di lavoro prolungato
  • Pressione e carico di lavoro
  • Preoccupazioni e tensione
  • Calo di energia e motivazione
  • Mobbing o conflitto con il responsabile
  • Lutto o difficoltà familiari
  • Disimpegno quiet quitting
  • Insicurezza sul proprio valore

Per chi si trova dall’altra parte del tavolo

  • HR

    Per chi riceve le richieste di aiuto e deve capire, in pochi minuti, se c’è qualcosa di più di un momento storto.

  • People manager

    Per chi vede il proprio team ogni giorno ed è spesso il primo a notare che qualcosa non va, ma non sa da dove cominciare.

  • Chi forma i manager

    Per chi cerca un modo di far esercitare le persone tra un corso e l’altro, senza bisogno di un attore o di un collega che faccia la parte.

Cosa Acumia non è

Parliamo di salute e di persone, quindi mettiamo i limiti in chiaro.

  • Non è uno strumento clinico.

    Ti allena a notare i segnali e a indirizzare verso un supporto adeguato, non a fare diagnosi. I personaggi sono di fantasia.

  • Non serve a valutare il personale.

    Il test dei quattro colori è uno strumento di consapevolezza, non un test psicometrico validato: non va usato per selezione o decisioni sulle persone.

  • Non condivide i tuoi colloqui.

    Sessioni e report sono visibili solo a te. Puoi esportarli o eliminarli in qualsiasi momento.

  • Non tocca alcuni temi.

    I dipendenti virtuali non parlano mai di autolesionismo o suicidio.

Domande frequenti

Serve una formazione in psicologia?

No. Acumia allena le competenze di chi non è un clinico: ascoltare, fare domande aperte, non giudicare e indirizzare la persona verso il supporto giusto. Non ti chiede di fare diagnosi.

Chi vede le mie conversazioni?

Solo tu. Sessioni e report sono legati al tuo account e puoi esportarli o eliminarli quando vuoi. Una trascrizione arriva al team di Acumia solo se scegli di allegarla a un feedback.

Con chi sto parlando, esattamente?

Con un dipendente virtuale interpretato da un modello di intelligenza artificiale, con una storia, un carattere e uno stile comunicativo propri. Non sai in anticipo cosa sta vivendo: lo capisci dal colloquio.

Quanto dura una sessione?

Decidi tu. Puoi chiedere la valutazione dopo tre scambi, oppure andare avanti finché è il collega a chiudere l’incontro, come succederebbe dal vivo.

In quali lingue funziona?

In italiano e in inglese, sia l’interfaccia sia la conversazione.

Quali temi restano fuori?

Acumia usa personaggi di fantasia a scopo formativo. I dipendenti virtuali non parlano mai di autolesionismo o suicidio e la piattaforma non sostituisce i professionisti della salute mentale.

Come si accede?

Dalla pagina di accesso, con email e password oppure con un account Google o Microsoft. Durante la beta la registrazione può essere aperta solo su invito.

Fai in modo che il prossimo colloquio difficile non sia il primo.